Un giocatore dell’Inghilterra, Writer’s League 2006

COSA È LA
WRITERS’ LEAGUE

La Nazionale Italiana Scrittori ha prima stimolato la costituzione di analoghe “nazionali” in Europa, e quindi promosso a nel 2005 San Casciano, nel Senese, la prima edizione della Writers’ League: un vero e proprio torneo che ha raccolto intorno a un campo di calcio (ma anche nelle piazze e nelle scuole) scrittori provenienti dalla Germania, dall’Ungheria, dalla Scandinavia, oltre che, ovviamente, da ogni parte d’Italia.

L’iniziativa, davvero unica nel suo genere, coniuga l’aspetto ludico con un intenso scambio culturale, coinvolgendo un pubblico appassionato e divertito nel seguire decine e decine di intellettuali che, dopo essersi amichevolmente accapigliati su un campo di calcio, poco dopo fanno altrettanto in accese discussioni sui capolavori del Novecento o sul valore della letteratura contemporanea.

Nel giugno 2006, gli scrittori tedeschi ripetono a Brema l’iniziativa. A settembre dello stesso anno, la Writers’ League torna in Italia, a Firenze; nel centro di Coverciano esordisce anche una rappresentativa di narratori britannici. Parallelamente all’evento sportivo la parte culturale viene ulteriormente sviluppata diventando un organico festival nel quale scrittori e pubblico si dividono tra terreni di gioco e conferenze, convegni, spettacoli teatrali. Particolarmente significativo il reading tenuto allo storico teatro la Pergola, dove oltre cinquanta scrittori si avvicendano sul palco in una serata di invettive letterarie denominata Scrittori contro il resto del mondo.

L’anno dopo la Writers’s League emigra in Svezia per la quarta edizione: qui si aggiunge anche la nazionale scrittori della Danimarca, per la prima edizione a sei squadre. L’Italia si difende bene: per la terza volta consecutiva raggiunge la finale battuta di misura dall’armata scandinava. A quando la rivincita? Forse quest’anno – 2010 - a Unna…prossima edizione

Il main sponsor delle passate edizioni della WL è stato Telecom Italia.

Scrive della WL lo scrittore – e giocatore – Gianpaolo Simi:

“La Writers' League è nata nel 2005 in Italia. San Casciano dei Bagni è proprio nel bel mezzo dell'Italia. E non per modo di dire. Battevi una punizione a metà campo in Toscana, il tuo compagno in fuorigioco era già in Umbria e il pubblico in tribuna rumoreggiava, amministrativamente parlando, dal Lazio.
La Writers' League è nata quindi in un crocevia, perché la Writers' League è un crocevia. Di persone e di passioni, diversissime e vicine. Gente che passa molte ore seduta da sola a distillare avverbi non te la figureresti a indossare una divisa, magari in uno spogliatoio piuttosto affollato, per poi lanciarsi sulla fascia. Con tutti i rischi cardiocircolatori del caso. Gente che cerca con pazienza il lato inedito delle storie e delle situazioni non dovrebbe interessarsi allo sport più visto, dissezionato e commentato, soprattutto in Italia.
Ma non si tratta di interessarsene, di stabilire o riannodare un legame fra calcio e letteratura. Per contradditorio e travagliato che sia, quel legame c'è sempre stato e continuerà a esserci.
Si tratta di giocarlo, il calcio. Con tutti i limiti e tutto l'entusiasmo dei dilettanti, ma  seriamente fino all'ultimo minuto, questo sia chiaro. Di parlarne, forse, ma neanche tanto e non necessariamente. E in ogni caso dopo averlo giocato. Esiste infatti un terzo tempo che non abbiamo mai dovuto prendere in prestito dal rugby, perché è nato con la Writers' League. Per le piazze e le vie del borgo di San Casciano, in un caffè-concerto di Brema, nella biblioteca di Malmoe, al Teatro della Pergola di Firenze. Letture, video, dj set, dibattiti, brevi pièce hanno coinvolto in cinque anni decine di scrittori di tutta Europa, hanno fatto nascere antologie e progetti comuni. Oltre a farci smaltire, con una certa disinvoltura, significative quantità di acido lattico”.