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I mondiali 2006 visti dalla Nazionale Scrittori
(sponsored by Sky Sport)
PORTOGALLO INGHILTERRA 3-1
Rooney, l'enfant gâté...
di Francesco Zardo.
Vi ricordate, amici di Sky Life, la ragazzina che durante Italia-Ucraina s'informava distratta sul fuorigioco, vero? Be': questo pomeriggio è andata al mare, visto il caldo e il disinteresse per Portogallo-Inghilterra.
E però, come ieri, il vostro amico Za', sprezzante dei fine-settimana, s'è visto al giornale anche questa battaglia che spinge il Portogallo fra le prime quattro squadre del mondo.
Fra i protagonisti ancora un enfant prodige che si tramuta in enfant gâté, Wayne Rooney: atteso come star del torneo, verrà ricordato per un calcio sulle palle all'avversario, espulsione, intemperanze. Rooney però un merito ce l'ha: sì perché la partita fino allora era sin troppo sciapa, e con l'espulsione di lui s'è accesa e scomposta, e l'ultima ora s'è visto il Portogallo che aggrediva e l'Inghilterra, per quanto possibile, pure.
"Con quello che guadagnano", ha detto qualcuno qui in redazione riferito al giovane Rooney, "danno il cattivo esempio ai giovani". Alle volte c'è anche qualcuno che risponde: "Non è uno sport per signorine". Io, zitto, mi guardo la partita e siccome il mio bel commento è stato tagliato da mori' per spedirlo in giro per il mondo, vorrei fare regalo ai lettori di Sky Life del writer's cut ed eccovelo qui, solo per voi.
Anche Portogallo-Inghilterra finisce ai rigori, e la spuntano, 3-1, i portoghesi. Ma è ancora un wonder boy trasformatosi in bad boy a chiamare su di sé l'attenzione di arbitri e cronache: stavolta si chiama Wayne Rooney, uno che si attendeva tra le stelle del torneo e invece sarà ricordato solo per un fallaccio che gli costa caro, a lui e ai suoi che restano in dieci: chissà in undici come sarebbe andata. Ma io Rooney lo perdono subito: dopo l'espulsione dell'attaccante inglese Inghilterra-Portogallo, prima piuttosto blanda, s'è accesa e infocata. Nei supplementari abbiamo visto squadre lunghissime e calcio modello-PlayStation, coi portoghesi tutti avanti e poi tutti indietro e la precisione degli attaccanti che, mano mano, decresce. Ma è un'ora mezz'ora di spettacolo che i tifosi delle due nazionali si ricorderanno a lungo. Poi i rigori, e chi s'incazza, muore.
Fine del commento. Ancora mi domando che cosa spinga un'imperdonabile redattrice a tagliare un commento di dieci righe (va aggiunto che nella fattispecie l'ho anche reso più vario, oh, siamo o non siamo scrittori?). Alle volte mi domando se non farei meglio ad andare al mare anch'io, anziché ostinarmi a queste cronache. Ma mi rispondo di no, che sarà meglio stare qui fino alla fine di questi Mondiali. Con quello che guadagno, non vorrei dare un cattivo esempio a nessuno, per prima cosa. E poi, durante Inghilterra-Portogallo, sono certo che nessuno né Inghilterra né in Portogallo s'è azzardato a chiedere spiegazioni sul fuorigioco: "Later", avrebbe risposto chiunque a Londra e dintorni. "Apòs", al limite, se la ragazzina l'avesse chiesto, oggi, nell'infuocato pomeriggio lisbonese.


