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I mondiali 2006 visti dalla Nazionale Scrittori
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IRAN ANGOLA 1-1
Tra Iran e Angola c'è Love
di Cristiano Cavina
A un certo punto, il grande Altafini dirà: “E’ una partita d’Amore, amisci!”, sottolineando l’ingresso in campo di Love, centravanti di riserva dell’Angola. Poco importa che fino a quel momento siano usciti tre giocatori per infortunio; Mateus con un braccio rotto, Loco con la caviglia tra le mani e Ashemian con una stiratura all’inguine.
Ma era cominciata benissimo, allo scambio dei gagliardetti, con il capitano iraniano Alidai che aveva donato al collega angolano Figuereido un bel tappeto persiano con la cornice.
Figuereido mi era sembrato perplesso; per essere alla pari e donare una primizia del suo paese, pensavo, avrebbe dovuto scegliere fra una tanica di petrolio, un sacchetto di diamanti grezzi o un bel kalashnikov. Non so per la FIFA, ma credo che nessuno dei tre sia regolamentare.
Partita che finisce in parità, con il primo gol al Mondiale dell’Angola segnato dalla riserva Flavio, con una zuccata alla Ciccio Graziani. Ma a quel punto non riuscivo più a seguire il gioco; il commentatore aveva da poco parlato di Joao Ricardo, portierone dell’Angola, senza contratto dal 2004; lavora nella fattoria di famiglia, ai margini della foresta, e di notte si allena. Solo ai Mondiali, solo in partite come questa, escono delle storie così, in cui perdersi è un piacere.


