I mondiali 2006 visti dalla Nazionale Scrittori (sponsored by Sky Sport)

BRASILE GHANA 3-0

Un Mondiale a Roma
di Emmanuele Bianco.


Il mondiale di calcio, qui a Roma, sembra essersi fermato ieri. Sembra finito con “Checco” intento a sbausciarsi il pollice, con la marcia caotica di bandieroni bianco rosso e verde, con ragazzi che girano in motorino a torso nudo in-festando ogni angolo della città eterna con l’ormai tormentone tutto giallorosso Po PoPoPoPo Po Po, con turisti giapponesi che comprano in massa sciarpe azzurre di lana con la scritta “Totti Goal”. Di lana, capito? E le indossano fieri come se avessero scoperto la cura risolutiva contro l’H.I.V. Il mondiale, qui a Roma, è finito ieri. Ricomincia venerdì alle ore 21, da Amburgo.
Ma c’è Brasile – Ghana, oggi.
Mi fermo in un bar su via del Viminale, ma ovviamente si parla ancora di ieri, di “Francè”, dell’ipotesi sfumata, per fortuna e con rammarico – sarebbe stato davvero troppo pretendere di annichilire con un pallonetto un portiere di due metri – di assistere all’altrettanto tormentone, tutto giallorosso anche questo “der cucchiaio”. Mentre nel bar si consuma l’ennesima giornata da commedia neorealista: inglese maccheronico, scommesse, battute tipo “l’allenatore der Ghana finisce come ‘a Juve: in C” – il mister ghanese fa di cognome Vucinic –, io sono vittima di un tuffo al cuore e rivedo Ronaldo, a Parigi, finale di Coppa Uefa, Inter – Lazio, rivedo le sue gambe incrociarsi in maniera innaturale, repentina e perentoria in un doppio passo emblematico, rivedo Marchegiani cascare culo a terra e il Fenomeno insaccare.
Brasile 1 Ghana 0. Ecco, sono passati cinque minuti.
Il Brasile sta educando il Ghana, proprio come un genitore farebbe con il proprio figlio: lo lascia giocare, lascia che si diverta, ma poi, quando il piccolo se ne approfitta, magari diventando realmente pericoloso, anche se quasi inoffensivo negli ultimi 15 metri, SCIAFF!, ecco, di nuovo, uno schiaffetto educativo di Adriano.
Due a zero.
Qui al Bar del Viminale, comunque, vedono tutto in chiave giallorossa e insultano a turno i traditori Cafù, ma soprattutto Emerson, invitato più volte a morire.
Il tre a zero non colpisce più nessuno.
Tornando a casa, su via Cavour, incontro un gruppo di brasiliani in festa. Due ragazzi passano vicino e strillano a più non posso “Daje Francè!”
I brasiliani, allibiti, fanno finta di niente e proseguono il loro carnevale privato, facendo ballonzolare tette e culi e ostentando un sacco di denti bianchi. E non ho mai avuto una coscienza più forte di questa: il mondo è davvero bello!