Mappamondi e corsari


 

Un libro di poesia può essere un mappamondo di città e di sguardi se l’autore è un viaggiatore che crede che il «tempo quieto della poesia / è cielo chilometri attimi». Ma Gian Luca Favetto non osserva soltanto: nella concretezza delle sue parole pregnanti e calde palpita l’azione della vita e del tempo (la stessa azione che è passione per lo sport in un’originale sezione tra «dribbling» e «cento metri»). La scrittura, «corsara» anche nel segno di Pasolini, mette così in gioco una molteplicità di “io” protagonisti di un viaggiare che è vivere, sperimentare, interrogarsi, costruire il mondo con i frammenti dei luoghi visti. «Ogni passo è il nome che soltanto il tempo dice» ma alla fine occorre che ci riporti a casa, sebbene per il poeta «non ha capolinea lo sguardo».

 

Torna alla pagina di Gian Luca Favetto