Casola 2007- di Francesco Zardo

16 novembre 2007

Ho questo cinismo del cronista. Per cui, pur non avendo tempo, comincio dal tabellino, che vado a ricostrurire. Poi il resto.

Glorie di Casola-Nazionale italiana scrittori 3-0
Le reti tutte nel secondo tempo (da completare)
Glorie di Casola: da completare
Nazionale italiana scrittori: Zardo; Menni, D'Amicis, Aiolli; Cavina, Sollier, Bianco, Lombardi; Bettini, Trento, Sardo. All. Sollier; A disp. Kai Zen, entrato al secondo tempo al posto di (boh).
Arbitro: signor Santori di Bologna (?)
Note: terreno in ordine, giornata ventosa, gol annullato sempre nel sec. tempo che aveva sbattuto sul portiere poi sul palo, poi dentro; Bettini e Trento in pantaloni lunghi, quest'ultimo per febbre. Fischietto del signor Santori non funzionante, ma secondo me fischiava senza appoggiare le
labbra per paura fosse contagioso. Arbitraggio severo ma imparziale, mancava solo quel bel fischio secco che allo stadio si sente in tutto lo stadio. Spett. cinque.

All'andata s'era in macchina da Roma D'Amicis (padrone della Renault e guidatore), Bianco, Trento, Zardo (navigatore).
All'altezza dell'Umbria la E45 interrotta costringeva a una deviazione che ci ha condotto fino a Fano, unica località raggiungibile dall'Umbria insieme con Fabriano.
Fabriano è nota per le cartiere; Fano per le "cartie"? A Casola raggiunti tecnici e compagni direttamente al ristorante, con polenta e aneddoti licenziosi di cui trattengo il suono ma non il senso. Zardo si scompiscia
dalle risate pur senza capire il senso.
Riproduzione del suono di uno degli indovinelli a doppio senso.

Slè carì, na pigna de l'ot: i tern, lazò, ndev'a zo ming 'na fé?

Cos'è? Eh? Cos'è? La fica, direte voi. Invece è il ferro da stiro. Ovvio. Tutto così.

Pernotto nella grande casa dei genitori di Menni, partita a scopone vinta dalla linea Bianco-D'Amicis sulla linea Aiolli-Zardo che entusiasmava con una rimonta ma cedeva sul finale. Punteggio tenuto a memoria: sulla Olivetti contabile del signor Menni c'era scritto "Non toccare" e per
rispetto nessuno cede al teppismo di "toccare", teppismo tipico di Zardo, che fosse stata l'Olivetti di un agriturismo starebbe ancora lì a incasinargli i bilanci sull'Olivetti.

Il giorno dopo la partita, fra le cose notevoli la strizza che mi mette addosso Cavina, che promette un bomber del Casola che tirava da trenta metri. Quale sarà? Nel dubbio mi sembravano tutti forti al punto di cacarmi sotto e rischiare di rovinare con un mesto rinvio di punta una bella uscita del primo tempo. Traversa di Bianco su punizione.
Strizza, poi, per il vento contro nel secondo tempo, a temere il gol direttamente su calcio d'angolo. Invece dal calcio d'angolo non viene il gol, ma da due diagonali. Gol annullato, poi, da Santori, non prima che Zardo spergiurasse desolato per il gol che aveva toccato, deviato sul palo e poi, impietoso, dentro. Altro palo non so di chi. Terzo gol dei Casolani. Triplice fischio di Santori: tutti a prendere un tè caldo, anzi no, polenta e cinghiale, patate, salumi, caffè, ammazzacaffè, altro che il tè.

Cavina sparisce per Casola. Pranzo, ottimo, a base di polenta e senza aneddoti. Zardo proverà a imparare il free style da Lombardi, con scarsi risultati. S'apprende del tifoso ucciso in autostrada. In autostrada dissertazione sull'opportunità dei quotidiani di aggiungere particolari scabrosi ai fatti di cronaca. Zardo e D'Amicis favorevoli, e si spolpetteranno nei giorni successivi tutte le cronache di Perugia e di Arezzo, una pacchia. Trento contrario, più favorevole alla politica estera con l'appoggio di Lombardi.
Bianco astenuto. Nessuna azione di teppismo dei cinque alle soste, nessuna deviazione per Fano.

A casa, Zardo, prova il free style nel soggiorno di Lucrezia. Per ora nessun danno.

Torna alla pagina delle Cronache Soriane